CIR NEWS NR. 27 "EMERSIONE E RIENTRO DEI CAPITALE DETENUTI ALL'ESTERO"

23 febbraio 2015

Emersione e rientro dei capitali detenuti all’estero
 
Con la legge n.186/2014, recante “Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero nonché il potenziamento della lotta all’evasione fiscale”, entrata in vigore il 1° gennaio, è stata introdotta la disciplina della “voluntary disclosure”, ovvero una procedura di collaborazione volontaria volta all’emersione delle attività finanziarie e patrimoniali costituite o detenute fuori dallo Stato. Questa nuova procedura è utilizzabile per le violazioni realizzatesi fino al 30 settembre 2014 e potrà essere utilizzata fino al 30 settembre 2015.
 
Gli effetti di questa collaborazione volontaria sono molteplici, infatti garantisce nei confronti di colui che se ne avvalga  un’esclusione di punibilità per i delitti di dichiarazione infedele e omessa dichiarazione, prevedendo altresì una diminuzione fino alla metà per il reato di dichiarazione fraudolenta.
 
Tale forma di col

laborazione non è ammessa nel caso in cui l’autore della violazione degli obblighi di dichiarazione abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali, per violazione di norme tributarie.Se infatti da una parte viene concessa la possibilità di riportare i propri capitali detenuti all’estero in modo fraudolento, dall’altro tale procedura si cautela dalla possibilità di un utilizzo strumentale di tale tutela volto ad evitare un procedimento giudiziario in itinere.
 
La legge 186/2014 prevede inoltre l'inserimento nel codice penale del reato, di cui all’articolo  648 ter 1, di autoriciclaggio, il quale prevede la pena della reclusione da due a otto anni per chi, avendo commesso o concorso a commettere un delitto non colposo, impiega, sostituisce, trasferisce, in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative, il denaro, i beni o le altre utilità provenienti dalla commissione del delitto, in modo da ostacolare l'identificazione della loro provenienza delittuosa.
 
Per quel che riguarda la convenienza dell’utilizzo di tale procedura è sicuramente da valutare caso per caso da un professionista, ma preliminarmente si può già dire che i vantaggi offerti dalla voluntary disclosure sono molteplici: sia per il costo ridotto delle operazioni di emersione che la non punibilità dei reati sopra citati o la diminuzione della pena.
 
In questa valutazione bisogna inoltre essere consapevoli del fatto che ormai anche i paesi esteri, in cui per tradizione vengono depositati i propri fondi, stanno cambiando politica verso una sempre più ampia collaborazione e affievolimento del segreto bancario.
 
 
 
STUDIO LEGALE ASSOCIATO CASA SEBASTIANO FERASIN




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