CIR NEWS NR. 30 "LA PIANIFICAZIONE FINANZIARIA: INQUADRIAMO GLI STRUMENTI"

7 aprile 2015

LA PIANIFICAZIONE FINANZIARIA: INQUADRIAMO GLI STRUMENTI
 
Riprendiamo il tema trattato nel numero 25 di Cir News, la pianificazione finanziaria, e iniziamo a vederne alcuni aspetti operativi.
Dal punto di vista dell’orizzonte temporale, i modelli di controllo finanziari si possono differenziare in:
•   Strumenti di pianificazione di medio termine:                
      • IL PIANO FINANZIARIO
•IL BUDGET FINANZIARIO
       •  Strumenti di gestione a breve termine  (12 mesi al massimo):                 
• IL BUDGET DI TESORERIA

Si tratta di tre modelli strettamente correlati, le conclusioni di uno ricadono sui successivi e ciò che emerge dai sottostanti deve essere il motore per aggiustare gli altri, in un processo dinamico di presa di coscienza e revisione continua.
A questo proposito mettiamo in guardia contro un comportamento che si instaura spessissimo nelle aziende e che è estremamente deleterio. Accade che l’imprenditore -ma più spesso il responsabile amministrativo- mosso dalla volontà di dotarsi di mezzi più moderni- si adoperi per mettere in piedi strumenti di controllo finanziario, frequentemente partendo dal più semplice budget di tesoreria, intuitivo e con ricadute immediate sulle azioni quotidiane. Spesso questo comporta l’acquisto di software dedicati o di consulenza esterna, ma sempre comunque richiede un investimento di tempo da parte dei collaboratori: lo strumento decolla, viene messo a punto, finalmente gira. Dopo qualche tempo però, esso dovrebbe uscire dall’ufficio che lo prepara e diventare occasione di misura e di riformulazione delle azioni quotidiane di tutti: al contrario succede che venga analizzato solo da chi lo prepara, il quale finisce per aggiornarlo solo per verificare se le sue previsioni si sono realizzate. In qualche caso il report viene trasmesso all’imprenditore o ad altri manager che però - presi da mille cose  e magari già di loro poco propensi a concentrarsi su prospetti pieni di numeri, specie se riferiti a questioni amministrative – lo lasciano “riposare” sulle scrivanie o negli allegati delle mail.
Tutto l’impegno profuso non produce risultati, poco male, si potrebbe pensare: in realtà un prezioso strumento finisce per tradursi in uno spreco di denaro e di tempo e va a sommarsi alle innumerevoli azioni “a valore aggiunto zero” che ingolfano le nostre amministrazioni, confermando nell’imprenditore e nei colleghi la diffusa credenza che esse ospitino solo dipendenti improduttivi.
L’antidoto a questa degenerazione è quello comune a tutti gli strumenti di pianificazione e controllo: in primo luogo, ancor prima di avviare il progetto, l’amministrazione e soprattutto l’imprenditore e la direzione devono prendere atto della sua esistenza, del suo costo e delle sue potenzialità. Successivamente, bisogna ricordarsi che lo stesso l’impegno dedicato alla costruzione “tecnica” dello strumento (reperimento dati, loro lavorazione e controllo…) deve essere messo nella creazione delle procedure organizzative per il suo successivo utilizzo (riunioni periodiche per discuterlo, comunicazione efficace alle persone interessate, feed-back sul suo valore e sul suo utilizzo, collegamento ad altri report già in uso, inserimento degli obiettivi finanziari accanto agli obiettivi già affidati ai collaboratori…)
Fatta questa importante premessa, nel prossimo Cir News della Divisione Controllo di Gestione vedremo altre indicazioni operative per proseguire su questo interessante percorso.
 
DIVISIONE CONTROLLO GESTIONE


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