CIR NEWS NR. 34 "LA PIANIFICAZIONE FINANZIARIA: IL BUDGET DI TESORERIA"

1 giugno 2015

Continuiamo sulla traccia degli ultimi interventi della Divisione Controllo di Gestione, approfondendo in modo operativo uno degli strumenti di pianificazione finanziaria, il Budget di Tesoreria. Come si ricorderà, esso rappresenta, su base annua, la previsione delle entrate e delle uscite finanziarie, r

ipartite per mese o anche per sotto-periodi significativi (settimane, giorni). Si tratta, in sostanza, di riprodurre i movimenti che si registreranno dentro i conti correnti bancari, meglio se raggruppati per categorie omogenee e utili all’analisi. 
Come si può notare, le entrate e le uscite finanziarie sono raggruppate a seconda della loro natura, in modo da evidenziare il saldo – positivo o negativo – generato nel mese da ciascuna delle gestioni aziendali sotto elencate:
{C}•   Gestione corrente - tipica
{C}•   Gestione investimenti e disinvestimenti in beni pluriennali
{C}•   Gestione finanziamenti e rimborsi di debiti finanziari a medio termine
{C}•   Gestione remunerazione finanziaria
{C}•   Gestione extra-caratteristica e straordinaria
 
Vediamo poi quali sono le fonti di informazione da utilizzare per prevedere i diversi flussi in entrata e in uscita.
Il primo riferimento va fatto senza dubbio alla contabilità generale e in particolare ai conti di debito e di credito verso terzi che appaiono nello stato patrimoniale, che deve essere aggiornato alla data in cui viene fatta la previsione. Tali posizioni, infatti, si tradurranno in entrate e uscite future: il lavoro del controller sta nello scomporle in singole partite, verificarne l’esigibilità – se crediti – e la reale esistenza – se debiti -, per poi attribuire loro una data di scadenza attendibile, nei mesi successivi. Come si può comprendere, la gran parte dell’analisi si concentra sugli scadenzari dei clienti e dei fornitori, che vanno depurati delle partite eventualmente inesistenti e ri-scadenziati, se necessario, così da ricostruire le scadenze di incasso e pagamento più realistiche, piuttosto che far affidamento solo su quelle contrattuali. Allo stesso modo vanno considerati i piani di ammortamento dei mutui e dei leasing in essere e le altre posizioni minori di debito e credito contabile.
 
Si comprende bene, tuttavia, come il solo stato patrimoniale non sia esaustivo di tutte le informazioni necessarie per una previsione soddisfacente: la contabilità generale, infatti, informa su pagamenti e incassi legati a documenti già ricevuti e registrati e pertanto relativi ad acquisti e vendite passate, che hanno il limite di estendersi per qualche settimana o al massimo per qualche mese oltre la data di preparazione del report. Per avere un quadro finanziario completo e che si spinga oltre un orizzonte temporale immediato, diventa quindi inevitabile considerare anche il budget dei ricavi e dei costi attesi dalla data in cui si prepara la previsione ad alcuni mesi successivi. Sul piano operativo sarà necessario prevedere i ricavi su base mensile e abbinarvi delle date di scadenza, passando per un’analisi statistica dei giorni di incasso medi quanto più accurata possibile; analogamente, bisognerà sviluppare un piano di acquisti di merci e servizi mensile, a cui applicare  termini di pagamento più affidabili possibile. Allo stesso modo bisogna procedere per tutti i costi indiretti, come gli affitti, le utenze, le manutenzione, le consulenze; una voce importante di previsione è ovviamente poi il personale, che dovrà essere scadenziato sia per la componente netta pagata ai dipendenti che per il versamento degli oneri previdenziali e delle ritenute. Il personale inoltre presenta una stagionalità nelle erogazioni, maggiorate in corrispondenza del pagamento di tredicesima o premi aziendali e suscettibili delle fasi eventuali di straordinario o cassa integrazione.
La componente previsionale discrezionale si fa ancora più forte per quanto riguarda la gestione degli investimenti, che devono essere stimati e inseriti nell’apposita voce.
 
Il report per la previsione dei flussi finanziari comporta senza dubbio un certo lavoro iniziale di analisi dei dati a disposizione, di “pulizia”, di creazione di strumenti –report, stampe o file excel. Una volta impostato, però, diventa abbastanza semplice da riprodurre e dovrebbe essere inserito nelle elaborazioni di routine dell’Amministrazione.
Nel prossimo notiziario della Divisione Controllo di Gestione approfondiremo qualche altro aspetto del report proposto, dimostrandone l’utilità per il mantenimento dell’equilibrio finanziario aziendale.
 
DIVISIONE CONTROLLO DI GESTIONE


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